Il vulcanico Pasquale Bianchini, classe 1974, è un architetto che ha scelto Napoli come base per il suo studio di progettazione che ha fondato nel 2010.

È specializzato in interior design, è dottore di ricerca in Tecnologia e Rappresentazione dell’Architettura e dell’Ambiente, ha realizzato ville e residenze in Italia e all’estero e cura una rubrica su Living – Corriere della sera.

Lo abbiamo incontrato per fargli tre domande!

D. Guardando i tuoi progetti si vede che ami le linee pulite ed essenziali che personalizzi magari con un tocco di colore. Quale dei lavori che hai fatto ti rappresenta di più?

R. Scelgo due lavori, sopratutto per il dialogo che si è creato con i padroni di casa e la loro grande sensibilità per il design. Ovvero, una villa in Costa Smeralda dal sapore Nordico di una modella Norvegese e di un surfista Sardo e la casa ideale in città sul lungomare di Napoli di una coppia di collezionisti amanti dell’arte.
La semplicità, sinonimo di sintesi ed eleganza, è il segno distintivo dei due progetti.

     

D. Ti occupi della rubrica “L’architetto risponde” per Living, qual è la cosa che ti piace di questa esperienza?

R. L’esperienza con rivista Living mi ha dato la possibilità di avere una clientela più vasta a livello nazionale; permettendomi di realizzare progetti non solo a Napoli ma in tutta Italia. I tutorials descrivono perfettamente il mio linguaggio: una casa senza tempo in stile “Minimal Chic”. Una fusione tra il “less is more” di Mies ed il “more si more” di Wanders. Il risultato, un mix dal sapore “algido” colorato da pezzi di design e di arte contemporanea.  

D. Descriviti con tre oggetti di design.

R. La Potence Lamp di Jean Prouvè per Vitra, semplice e funzionale. La libreria Nuage di Charlotte Perriand per Cassina, sofisticata e senza tempo. La Rocking chairs di Müller van severen per l’eleganza nella sintesi. Si, direi che questi sono i progetti che mi descrivono meglio!

ph.@pasqualebianchini.com