Sfogliando le riviste di arredamento, sempre più frequentemente ci si imbatte nel design scandinavo, sia contemporaneo che moderno: dall’arredamento all’illuminazione, dalla decorazione ai complementi d’arredo. Un design dalle linee pulite, funzionale che con pochi tocchi riesce a dare calore all’ambiente domestico e a creare atmosfere suggestive.

Ci siamo chiesti quindi, come poter acquistare in Italia mobili scandinavi. Non contemporanei – il che sarebbe più semplice – ma d’epoca, ossia risalenti perlopiù alla metà del secolo scorso. Abbiamo scoperto che è meno complicato di quanto si possa immaginare, anche grazie a Lack00 danish lab: un gruppo di lavoro giovane e dinamico, “basato” a Roma, che si interfaccia con i propri clienti attraverso un sito in costante aggiornamento (www.lack00danishlab.it) e vari social.

 

Così abbiamo deciso di incontrare Claudio e Francesca, fondatori di Lack00, e fargli qualche domanda.

La Faaborg Chair di Kint disegnata nel 1914

D: Innanzitutto, cos’è Lack00 danish lab?

R: Un progetto, nel senso letterale del termine, nato circa tre anni fa. Ci siamo proposti di convincere quanti ci seguono, sul sito e sui vari social, a portare in Italia quanti più capolavori di quel fantomatico “design danese” di cui – nonostante la bibliografia al riguardo cominci ad essere più reperibile e significativa – ancora moltissimi non conoscono la storia, peraltro bellissima. Quando si parla di design danese, in genere, si fa riferimento alla metà del secolo scorso ma tutto è iniziato già prima degli anni ’30, quando ebanisti danesi cominciarono ad importate il teak dalle Indie e il designer Kaare Klint fondò la Royal Danish Academy of Fine Arts di Copenhagen, nell’ambito della quale i suoi allievi diventarono maestri sia nell’arredamento che nell’architettura. Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli Stati Uniti contribuirono al boom danese importando il 50% della produzione, Hans J. Wegner venne chiamato ad esporre per George Jensen (NdR. marchio scandinavo sinonimo di tradizione e design di qualità, fondato nel 1904 dall’omonimo argentiere e scultore) e Finn Juhl disegnò la Sala del Consiglio di Tutela delle Nazioni Unite a New York. E’ l’inizio del Funzionalismo che ha incoraggiato la ricerca di oggetti utili e accessibili a tutti, pensati per migliorare la qualità della vita di ogni classe sociale.

 

Klint e la sua Faaborg Chair

 

D: Come scegliete i mobili scandinavi presentati sul vostro sito?

R: Il criterio è molto semplice: scegliamo e proponiamo quei pezzi che vorremmo avere in casa. Da molto tempo esiste un mercato mondiale incredibile incentrato sul design danese rispetto al quale siamo riusciti ad accreditarci, grazie alle collaborazioni con i fornitori danesi e con altri venditori internazionali. Tutto questo prende forma in quello che è diventato il nostro sito www.lack00danishlab.it che dicono possa creare una certa piacevole dipendenza.

     

Negozio mid-century modern a San Francisco

D: Quali sono i pezzi più richiesti?

R: Quel che è bello è bello e viene sempre chiesto, poi il fatto che viene scelto quel che piace è un altro discorso (ridiamo). E pensare che paradossalmente anche noi non abbiamo ancora scelto il pezzo perfetto per la nostra casa che, a detta dei nostri amici, ha comunque un’atmosfera molto danese. Così continuiamo a conservare il nostro debole per le credenze alte e le sedute. Soprattutto per le sedie che i danesi considerano veri e propri oggetti di culto.  

D: Alcuni dei pezzi più importanti da voi proposti?

R: La nostra idea è proprio quella primordiale del design danese di rendere accessibile al largo consumo quei beni che furono realizzati con una qualità oggi difficile da ritrovare. Fra i pezzi più rari che siamo riusciti a far arrivare in Italia c’è sicuramente il noto comodino di Johannes Andersen e diversi pezzi richiesti da collezionisti, ai quali prima o poi dedicheremo un’apposita sezione “deluxe” sul nostro sito. 

foto @lack00danishlab

D: Prima di consegnarli ai vostri clienti, i mobili vengono controllati e restaurati. Quali tecniche utilizzate?

R: Siamo fortunati ad avere nel nostro roster chi fa restauro da oltre 30 anni, lamando i piani con attrezzi professionali e preparando olii, cere e gommalacca in modo naturale, con alchimie ormai dimenticate.

foto @lack00danishlab

D: Perché acquistare, oggi, arredamento scandinavo della metà del secolo scorso?

R: La risposta è profondamente legata al motivo per cui abbiamo iniziato. Se non si è mai avuto modo di frequentare l’universo danese, attraverso un viaggio o una conoscenza diretta, non è facile comprenderlo. C’è un fattore che in qualche modo arriva a toccare i canali sensoriali: non è solo gusto estetico, va oltre. E’ una strana percezione casalinga, un disordine caldo, quasi disegnato e rilassante, un tocco magico nei materiali e nei colori, la sensazione di una vita lenta e semplice. A noi l’occhio cade sempre su qualche particolare che aiuta a risolvere in modo simpatico ed elementare un’esigenza banale. Potremmo davvero continuare a parlare per ore di cosa è per un danese la tanto citata “hygge” senza tuttavia riuscire a spiegarvi se non avete avuto modo di viverla anche voi nel vostro cuore. Un mobile danese in casa è solo la punta dell’iceberg di questa sensazione e per quanto possibile vi auguriamo di trovare ognuno la propria. 

foto @lack00danishlab

foto @lack00danishlab

D: l’ultima domanda è d’obbligo! Lack00 è nato da un viaggio in Danimarca, uno dei tanti. Non a caso sul sito, in una sezione dedicata, raccontate le vostre esperienze di viaggio. Dove vi porterà il prossimo? Vi chiediamo anche qualche suggerimento – negozi, libri, serie tv – per avvicinarci alla “hygge” danese.     

R: Se in Europa abbiamo ancora tantissimo da vedere, ci interesserebbe andare a “toccare con gli occhi” l’area giapponese, ossia il nuovo mercato che imperversa. Ma anche andare a salutare colleghi californiani. Non sarà semplice decidere. Intanto vi rispondiamo a bruciapelo: “How to be danish” di P. Kingsley per noi rimane un must; lo store Homesteez, in California, continua ad essere una delle nostre muse. Infine, vi consigliamo di innamorarvi del negozio di Chip in “Flaked”, la serie televisiva ideata da W. Arnett e M. Chappell per Netflix!

Homesteez a San Diego

Ci piace perché: amiamo il design nordico!

www.lack00danishlab.it