Che Roma non finisca mai di stupire si sa. Talvolta poi si ha anche l’occasione di scoprire che la sua storia ed i suoi luoghi, spesso nascosti, la rendono una città a volte segreta anche per chi la abita da anni. Succede ad esempio con il convento di Trinità dei Monti e con i suoi dipinti, realizzati ad opera di Emmanuel Maignan e Jean François Niceron.
Il convento risale al 14° secolo (i suoi lavori furono terminati nel 1594) ed è consacrato all’ordine di San Francesco di Paola, ma la bellezza della sua architettura passa in secondo piano quando si osservano i dipinti dei corridoi al primo piano: utilizzando la tecnica prospettica dell’anamorfosi, attraverso la quale il dipinto viene percepito solo se visto trasversalmente, si ripercorrono alcuni momenti della vita del Santo calabrese. L’effetto è straniante ed immerge totalmente lo spettatore nel dipinto murale.
Uno splendido astrolabio, realizzato sempre da Maignan, e le Nozze di Cana dipinte da Andrea Pozzo nel refettorio del convento, vi daranno un’ulteriore conferma di aver visitato un luogo unico.
Ci piace perché: non finiamo mai di stupirci delle bellezze italiane!